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Vivacità o iperattività?

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10 Lug

Vivacità o iperattività?

bambini vivaci con il fuoco addosso

Mio figlio è vivace o iperattivo?

Ci sono bambini altamente energici, che amano stare in movimento e non si fermano mai. Spesso vengono definiti iperattivi, ma questa definizione non è affatto corretta.

Iniziamo dall’osservazione

I bambini curiosi verso l’ambiente che li circonda amano esplorare il mondo utilizzando tutti i sensi. Sono bambini che sentono il bisogno di muoversi molto e spesso molto velocemente. Ma sono in grado di fermarsi. Ed è proprio questa capacità che li distingue dai bambini cosiddetti iperattivi, cioè quelli affetti da ADHD

Cos’è il disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività?

Innanzitutto l’ADHD non è una caratteristica caratteriale del bambino, ma un vero e proprio disturbo, che va diagnosticato dai medici preposti. Le caratteristiche principali e presenti sono, appunto, l’iperattività, la disattenzione e l’impulsività.

La difficoltà che incontrano questi bambini sono: lo stare alle regole del gioco, il sapersi fermare, il fare attenzione e l’autoregolarsi.

Il primo passo, dunque è accettarla.

Queste difficoltà si manifestano sempre, non solo in situazioni particolari, come per esempio in un momento di stanchezza o in un ambiente particolarmente stimolante, proprio perché si tratta di un disturbo neurologico del bambino.

Nel caso di dubbio è necessario rivolgersi al proprio pediatra per chiedere il consulto di un esperto, che saprà guidarvi verso le giuste strategie per gestire questa difficoltà.

Se la sua è solo vivacità…

Essere genitori di un bambino vivace è senza dubbio una sfida. Tra capricci, urla e corse a perdifiato, perdere la pazienza è un attimo!

Perdere le staffe è umano, può capitare a tutti. Non facciamocene una colpa, a meno che non sia una reazione troppo frequente. In questo caso cerchiamo di trovare le strategie più adeguate per far sì che non accada più tanto spesso.

La prima regola è quella di prevenire la crisi, piuttosto che affrontare una situazione già ben che avviata

Esistono alcune buone regole per far sì che il bambino non perda il senso della misura nella manifestazione della sua vivacità:

  • cerca di dedicare a tuo figlio più tempo nei momenti di calma, piuttosto che in quelli di agitazione: un bambino seguito è un bambino più felice, sentirà di aver meno bisogno di attenzioni e avvertirà meno l’impulso di lanciarsi in pazze avventure;
  • fagli rispettare le regole, sempre! Un bambino che riscontra coerenza nel genitore impara ben presto a non esasperarlo perché è consapevole di non poter ottenere nulla che non sia stato già stabilito;
  • gratifica il suo comportamento corretto con gesti di affetto, parole di ammirazione e qualche premio se ritieni che abbia fatto una conquista importante.

Nei momenti più caldi

Purtroppo non sei riuscito a prevenire la fase di agitazione. Prova, allora, a seguire alcune regole per non arrivare a perdere la pazienza:

  • evita di alzare la voce per far valere il tuo ammonimento: se riesci a rimanere calmo aumenti l’efficacia delle tue parole;
  • ricorda sempre l’importanza del tuo ruolo: tu sei il genitore e tu solo sai come educare tuo figlio. Trasmettigli sicurezza e autorevolezza;
  • resta empatico: essere autorevoli non significa perdere la sensibilità e la comprensione del suo stato d’animo. Trasmettigli vicinanza, ma resta fermo e deciso;
  • a volte un “no” fermo e deciso è più efficace di mille spiegazioni. Ci sono situazioni in cui non è necessario motivare ogni nostra decisione: si dice semplicemente “basta”.

Un ultimo suggerimento è quello di non nascondere le vostre emozioni “negative”: insegnamo ai bambini che tutte le emozioni sono indispensabili, mostriamoci autentici e creeremo con loro un legame più stretto.


Se il bambino dovesse avere una manifestazione di rabbia, ci sono altre strategie da seguire. Ti rimando al mio post dedicato a questa specifica situazione: clicca qui


Senti di dover sviluppare l’empatia? ecco un gioco da fare assieme


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Roberta Cibeu

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