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Le origini

Mostri113 / Le origini
B&W Seba con Mangiapaure

LE ORIGINI

La storia dei Mostri113 è una storia un po’ magica e frizzante, anche se inizia da una perdita: un lutto che unisce una mamma e il suo bimbo nella ricerca di una chiave di cambiamento per superare il dolore…
Il 29 aprile del 2011, senza potermi preparare – se mai ci si può preparare – ho perso mia madre. Si chiamava Patrizia ed era l’unica nonna del mio bambino, che le era tanto affezionato. Reduci anche dalla separazione con il papà, io e mio figlio Sebastiano cercavamo un nuovo modo per affrontare i troppi cambiamenti.

Pochi mesi più tardi, quando ci trasferimmo nella nuova casa, Sebastiano, che all’epoca aveva 4 anni, iniziò a raccontarmi di avere un bizzarro amico immaginario di sembianze mostruose, che mangiava i mostri cattivi della notte.
Caspita, se ne aveva, di mostri cattivi da mangiare!
In pochi mesi la nostra vita aveva subito cambiamenti radicali e spiazzanti: annaspavamo entrambi alla ricerca di un nuovo equilibrio. E di consolazione.

Fu così che il Mostro Centotredici (lo chiamava così), da una stella vicina a quella della nonna, arrivò nelle nostre vite e ci rimase vicino, ogni giorno diverso, ma sempre presente.
Il mostro… 113… Fosse mai che mio figlio volesse comunicarmi qualcosa? Che mi chiedesse aiuto?
Mi sembrò piuttosto evidente che attraverso i racconti delle sue avventure con il mostro, Sebastiano volesse parlarmi delle sue difficoltà. E allora, ogni sera, mentre affrontavamo la nostra nuova vita, io, Sebastiano e Centotredici, trovavamo nuovi equilibri di cui avevamo un disperato bisogno.

Qualche mese dopo, quell’1 settembre, per l’appunto, Sebastiano mi disse:

“Mamma, fammi il mostro!”.

Come accade quando le cose hanno un senso più profondo, materiali, idee e guide mi arrivarono senza sforzo e nacque il primo Mostro113, NumeroUno: uno sgorbietto verde, con la bocca cucita.
Come occhi due bottoni rossi scelti tra le centinaia di vecchi bottoni accuratamente riposti da mia madre in una scatola di latta. Quel Mostro113 portava lo sguardo della nonna nelle nostre vite, quasi a proteggerci e a farci compagnia…

Mio figlio legò il suo mostro a un cordino rosso e lo trascinò con sé, esibendolo come fosse il più bel giocattolo del mondo.

Quella sera, quando misi a letto Sebastiano e Centotredici, sentii il bisogno di creare altri mostri e per molte notti, mentre mio figlio riposava, mi persi ore e ore a crearne. Per lui, per altri bambini, per voi…

Quel giorno di settembre, nacque il progetto Mostri113.
Non mi sembrò allora, né mi sembra oggi, solo una coincidenza la presenza di questo invisibile filo rosso che lega me e mio figlio a mia madre.
Sì, anche Patrizia è sottilmente legata a questo progetto, con la sua discreta presenza, fin dalla sua origine. Ne fa magia. Si fa sentire, lei, con un rintocco di campana ogni volta che faccio un passo nella direzione giusta, ricordandomi del suo compleanno anche il giorno in cui, del tutto fortuitamente, il marchio Mostri113 è stato registrato.
E in altri mille modi continuerà a esserci, lei, insieme alla vostra meraviglia, con una scintilla di magia, presente in ogni Mostro113… Vi basta coglierla!

Come nascono

Dopo aver creato il Mostro Centotredici, fedele amico immaginario di mio figlio Sebastiano, mostro buono che “mangiava i mostri cattivi della notte”, come diceva lui, ho sentito l’esigenza e il piacere di crearne altri.
Di notte, mentre lui dormiva, mi sedevo in veranda e creavo nuovi pupazzi, pensando a quei “mostri cattivi da mangiare”…

Ogni mattina Sebastiano trovava nuovi pupazzi sulla scrivania. Lasciavo che credesse che nascessero durante la notte, figli di quelli già creati.
Lui ne sceglieva uno e lo portava con sé alla scuola materna. Fu lì che le maestre e le mamme incuriosite vollero saperne di più, ne colsero subito il significato profondo e mi chiesero di averne qualcuno, da poter usare a scuola e per sé.
In pochi mesi mi trovai a fare mostri per tanti bambini, ascoltando di volta in volta le richieste delle mamme che me li commissionavano. A quel punto cominciai a raggruppare le paure e le difficoltà principali in specifici Mangiapaure