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il mio lavoro di personalizzazione dei Mostri113

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18 Gen

il mio lavoro di personalizzazione dei Mostri113

LE PERSONALIZZAZIONI

Mi capita spesso di dover personalizzare i miei manufatti per soddisfare le richieste dei miei clienti. Spesso si tratta di realizzare un Mangiapaure che supporti una persona in un momento difficile della sua vita. In questo caso il mio compito è quello di ascoltare attentamente il racconto del mio interlocutore, sospendere il giudizio, immedesimandomi empaticamente nel suo vissuto e interpretando con un mio pupazzo ciò che mi è stato raccontato.

I Mostri113 assomigliano alle paure che devono avvicinare

I mostri113 sano una sorta di camuffamento che ha lo  scopo di farli avvicinare alla paura per poterla osservare da vicino. Più le assomigliano, più possono raggiungerla. Più vicini le sono, meglio potranno osservarla, conoscerla e, infine, risolverla.

Mi piace pensare che la paura si possa abbracciare, più che combattere.

I miei pupazzi non sono esattamente dei combattenti. Li vedo più come alleati, saggi mostriciattoli in grado di stabilire un ponte tra le persone e le loro paure. Quel ponte, se attraversato assieme, può guarire le ferite, portare chiarezza, chiudere capitoli della propria storia che ormai non hanno più senso di restare aperti.

Il mio è un compito onorevole

Le persone mi confidano piccoli segreti e io li custodisco con rispetto. Io non faccio terapia, non è il mio compito, non ne ho le competenze e nutro un profondo rispetto per la psicoterapia, che trovo il miglior strumento per affrontare le difficoltà che non riusciamo a gestire.

Il mio compito è quello di ascoltare e interpretare.

Io traduco il vostro linguaggio emozionale in un pupazzo e ve lo affido.

Voi vi affidate a lui.

Quando mi chiedete una personalizzazione vi avverto che dovrete avere un po’ di pazienza, perché, dopo avervi ascoltati, ho bisogno di lasciar sedimentare le informazioni. A volte, mentre parlate, già inizio a vedere il vostro pupazzo: prende forma nella mia testa e man mano che parlate si definisce chiaramente.

 

Altre volte non ho alcuna intuizione, perciò devo dormirci su un bel po’, devo immedesimarmi, sentire con il cuore, aspettare che quella piccola magia accada, che l’intuito mi parli e l’immaginazione componga il disegno del vostro Mostro113.

È un foglio bianco che si scrive, un dipinto che si colora…

 

 


Ma quali sono le difficoltà che incontro quando devo personalizzare un Mostro113?

A volte devo dire di no. Se mi chiedete qualcosa che non rientra nel mio campo, devo dire di no. Dico di no quando mi si chiede di copiare un disegno, quando mi si chiede di realizzare qualcosa che già esiste, a meno che io non abbia la possibilità di reinterpretare il personaggio secondo la mia visione: non posso realizzare un Unicorno, ma posso realizzare un Mostricorno!

Tra i no che devo dire ci sono tutte quelle richieste che, in qualche modo, possono stravolgere il mio progetto, non ne rispettano i valori, non si identificano in alcun modo con il mio lavoro o con me.

In quel caso, a malincuore, rifiuto.

 


Il mio ultimo lavoro di personalizzazione: l’incontro tra Mostri113 e Mr. Bloom

La Bloom Coffee School di Trieste mi ha chiesto di realizzare per i loro clienti 50 Cerchiavi personalizzati, completi di materiale informativo e di packaging ad hoc. Dopo aver studiato la loro mascotte, Mr. Bloom, ho deciso di accettare la loro richiesta, avendo ottenuto carta bianca da parte loro. Mi sono occupata di tutto: dalla creazione dei mostriciattoli, alla grafica. Il risultato è un carinissimo Scacciastress Mr. Bloom di cui vado fiera.

 

Roberta Cibeu

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